Le Erbe delle streghe

by Alessandra Scalas
0 comment

La magia è parte integrante della vita dell’uomo. Guai se non fosse così. Perché questo significherebbe negare alla Vita la dimensione del mistero che le appartiene. 

Per questo sin dall’antichità si è ricorsi alla magia: per accedere attraverso essa all’inesprimibile, alle energie sottili,  a quella  parte della natura imponderabile che sfugge alla logica del razionale.

La sola magia a cui mi riferisco è la, magia naturale, legata alla Madre Terra, per contrapporla all’altra magia, quella cerimoniale o salomonica. L’aspetto rilevante della magia naturale è l’utilizzo di erbe, fiori, incensi, oli, fumigazioni, rituali, azioni e parole per agevolare la risoluzione di problemi legati al disequilibrio fisico e mentale, per allontanare la negatività o sciogliere malefici. Alla base della magia naturale vi è una profondaconoscenza della natura ed un uso oculato e amorevole delle immense risorse che Madre Terra ci mette a disposizione.

Le erbe delle streghe si riferiscono a particolari piante aromatiche ed officinali scelte con cura, a seconda del periodo dell’anno e del loro tempo balsamico, ed usate per preparare infusi e decotti, oleoliti, amuleti scaccia malocchio e talismani porta fortuna, dalle abili mani delle donne. 

Quali sono le erbe delle streghe?

Quando pensiamo alle erbe delle streghe, non ci riferiamo a piante esotiche, di lontana provenienza, bensì a quelle piante comuni che sin dall’antichità si potevano comodamente trovare nei campi e nei giardini vicino casa. La più comune fra queste è ad esempio il rosmarino: nel medioevo era usata per tenere lontane le adepte di Satana, ma anche per il proteggere, purificare e guarire. Sempre nel medioevo alcune piante erano considerate dagli Inquisitori piante diaboliche, erbe delle streghe,  usate per fabbricare unguenti con i quali le streghe  si cospargevano il corpo per volare sino a sabba. Queste piante sono: la belladonna, l’aconito, la mandragora,  lo stramonio. Sono tutte piante allucinogene , tossiche e persino mortali, ma sono usate oggi , adesempio in omeopatia, con le opportune diluizioni, per le loro proprietà medicinali. 

Le piante magiche, o erbe delle streghe,  sono tutte legate alle divinità femminili: Diana, Venere, Demetra, Cerere e soprattutto la Dea Madre Terra. Per questo è logico pensare che , le streghe, perseguitate dall’inquisizione, le “Dominae Herbarum” non fossero seguaci del demonio bensì sacerdotesse dell’antica religione pagana. 

Cicoria e Belladonna

Tra le piante magiche che si ritrovano con maggiore frequenza nei preparati a base di erbe delle streghe, si trovano la Cicoria e lAtropa  Belladonna: quest’ultima anche conosciuta come “l’erba delle streghe” da eccitazione e offuscamento dell’apparato percettivo. Quando i principi attivi della Belladonna vengono assorbiti attraverso la pelle, si avverte una sorta di perdita dei confini corporei, un dilatazione della percezione del proprio corpo, la sensazione di volare, si vedono luci e si sentono suoni: tutte manifestazioni riconducibili a uno stato di allucinazione.

 Perché si chiama  Belladonna?

 Le nobildonne veneziane usavano mettere una goccia di decotto di belladonna negli occhi: in questo modo le pupille si dilettavano rendendo lo sguardo languido e seducente.Ancora oggi l’atropina è un alcaloide derivato dall’atropo belladonna e viene usato dall’oculata  per osservare bene il foro oculare durante l’esame delle vista. La Cicoria veniva usata già dai Romani come purificante per il fegato. Era la pianta dei rituali di purificazione, ancora oggi può essere assunta come decotto o nel bagno serale per purificarsi dalle scorie psichiche  ( lasciare in infusione 50 grammi di cicoria  in un litro di acqua appena bollita+1 cucchiaino di fiori di lavanda . Si lascia raffreddare e si filtra. Al termine si versa l’infuso nell’acqua della vasca da bagno assieme a due cucchiai di sale del mar morto e alcune foglie di salvia fresca). 

Aconito e Stramonio

Molto simile alla Belladonna è l’Aconito, pianta sacra a alla dea Ecate, dagli effetti allucinogeni e come la Belladonna fortemente tossica. Chiamata anche ” Strozzalupo”, in riferimento all’utilizzo da parte degli agricoltori per allontanare o avvelenare i lupi che minacciavano le greggi, veniva usata nel Medioevo per giustiziare i condannati a morte e per avvelenare i bocconi destinati a lupi predatori di greggi.

Come l’Aconito anche lo Stramonio veniva usato per affettare la morte nei condannati alla per capitale, infatti è velenosissimi: bastano pochi semi ingeriti per entrare in coma. Per la bellezza dei suoi fior viene anche chiamata la “tromba d’angelo”. 

La Mandragora

mandragoraTra Tutte le piante magiche , quella più pregiata di leggenda è senz’altro la mandragora. La pianta che grida quando viene sradicata, secondo la leggenda. Essendo molto rara la mandragora era considerata un portafortuna. Come le altre piante stregate è allucinogena. Appartiene alla famiglia delle solanacee, apparentemente è u pianta abbastanza insignificante con foglie appariscenti e fiorellini azzurri. Questa pianta nasconde il suo segreto nelle sue radici; spesso infatti esse assumno le sembianzumane. E’ stata per millenni la pianta sacra per eccellenza: uno dei primi analgesici edei primi afrodisiaci. Più volte viene citata persino nella Bibbia. I cabalisti sostengono che sia il frutto della solitudine di Adamo: secondo la leggenda ebraica durante il sonno Adamo perse il seme che fecondando il suolo diede vita alla pianta.  Certamente è curioso l’aspetto antropomorfo delle sue radici. In ebraico il suo nome ricorda il nome “amore” infatti per le sue proprietà afrodisiache veniva spesso impiegata in filtri amorosi e legami d’amore o talismani. 

La Mandragora nella Tradizione
 

Per  i Greci e i Romani era simbolo di Ecatedea  degli Inferi e “Signora del mondo sotterraneo”, la dea delle streghe. Raccogliere la mandragola non era facile, la sua radice dal corpo di uomo, era ben salda nel ventre di Madre Terra, e il suo potere malefica avrebbe ucciso l’uomo che osava estirparla. Così sin dal medioevo venivano usati particolari rituali. Uno è particolarmente curioso: per sradicare la radice,  bisognava tapparsi le orecchie con la cera, legare un cane alla radice della pianta e lanciare un pezzo di carne lontano, il cane lo avrebbe rincorso sradicando  la radice, ma dopo sarebbe caduto  a terra morto. Ad ucciderlo sarebbe  stato il terribile urlo della mandragora che, se ascoltato dagli umani, faceva impazzire o morire.

la mandragora e il cane

In Germania le radici di Mandragora venivano scolpite a farne piccole bambole, chiamate Alraune, che proteggevano la casa. In tutta Europa si ritrova l’utilizzo della Mandragora antropomorfizzata sotto forma di “Homunculus”: grazie alla sua forma antropomorfa si considerava la mandragora un vero essere vivente e come tale veniva trattato nella speranza di propiziare la buona sorte e tenere lontano il male. Homunculus era oggetto di veri rituali e trattamenti che ne facevano una sorte di “spirito domestico”, un piccolo uomo porta fortuna, ma anche in grado di gettare il malocchio.  Homunculus veniva vestito, adagiato in un cofanetto rivestito con preziosi tessuti, lavato con vino e acqua di fiori ed erbe. Se non veniva fatto ciò, era credenza che egli si sarebbe presto vendicato portando calamità e disgrazie.

Nella stregoneria, la Mandragora veniva usata per intingere con il suo succo il bastone del sabba, o la scopa delle streghe. Per preparare pozioni e legami e per la magia nera: per sottolineare la natura ambivalente della pianta, protettiva ma anche portatrice di malefici. 

Può anche interessarti:

Riti ed Erbe del Solstizio d’Estate

 

 

You may also like

Leave a Comment

Herbarie
Erboristeria, Erbe magiche, Riti e Ricette. Il mondo delle Herbarie nella antica tradizione erboristica.

Questo sito web usa i cookies per migliorare l'esperienza di navigazione. Accetta Read More