Sentiero Sensoriale Riflessologico

by Alessandra Scalas
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Il sentiero riflessologico sensoriale è un’emozionante lettura  piedi nudi del terreno e dei suoi elementi: foglie, sassolini,  tappeti di erba umida, sabbia, paglia, acqua, grano,  legnetti e corteccia d’albero. Scelti con cura e posizionati seguendo una precisa logica per un percorso che coinvolge i cinque sensi in un’esperienza totale che coinvolge mente e corpo.  

Benefici del Sentiero Sensoriale Riflessologico

Camminare a piedi scalzi sul terreno, è un’esperienza profonda di contatto con la Natura rendendo i bambini e i ragazzi più coscienti dell’ambiente in cui viviamo e nel quale ci muoviamo. Prendendo contatto con la terra, la pianta del piede si adatta armoniosamente alle forme e agli ostacoli del suolo, mentre vengono al contempo stimolati i punti riflessi del piede: ciò favorisce la microcircolazione attraverso il naturale massaggio riflessologico, aiuta a correggere la postura e l’andatura, impedendo che il carico del nostro corpo di concentri solo in alcuni punti come il calcagno, rafforza la muscolatura delle gambe e della schiena. 

Come realizzare il Sentiero Sensoriale Riflessologico

Dar vita ad un sentiero riflessologico sensoriale richiede uno spazio possibilmente all’aperto anche se è senz’altro possibile realizzarlo anche in spazi chiusi, purché siano sufficientemente ampi. Per costruire un sentiero sarà utile delimitare il perimetro con dei mattoncini o del legno, selezioneremo poi  i materiali da inserire negli spazi: erba, fiori paglia, sassi, ect. 

L’ideale sarebbe inserire all’interno del percorso anche una piccola vaschetta con dell’acqua fresca, così da favorire una sensazione rinfrescante durante il percorso. A tal proposito è bene ricordare che l’azione stimolante di materiali come sassolini, sabbia, legni, è riscaldante. Mentre l’azione dell’erba e dei fiori, è rinfrescante. Per questo l’elemento acqua andrebbe inserito in mezzo a due stimolazioni “ calde” ad esempio tra “l’inserto sassi” e l’”inserto legni”. Arricchite il vostro percorso riflessologico sensoriale con quanti più elementi potete, ricorrendo per lo più a elementi naturali. In alternativa, è possibile inserire anche elementi di diversa natura già lavorati: tappi di sughero o biglie in legno. Evitate materiali che possono risultare taglienti come conchiglie e potpourri. Se l’intento è quello di stabilire un contatto armonico con la Natura, evitate pure tutti quei materiali sintetici come plastica o vetro Aggiungete quanti più stimoli possibili poiché tutti i sensi dovranno essere coinvolti: non solo il tatto e la vista, ma anche l’olfatto e l’udito. 

Il Sentiero Sensoriale come esperienza Aromaterapica

Selezionate ad esempio piante aromatiche e officinali, come la lavanda, la camomilla, la menta, la salvia, il rosmarino, così che una volta calpestate lungo il sentiero, rilascino una piccola parte dei loro preziosi oli essenziali per un’esperienza sensoriale completa e una stimolazione aromaterapica efficace. Un’ottima idea è anche utilizzare le bucce di frutti, come gli agrumi, mandarini  limoni e arance, particolarmente ricche di oli essenziali. 

La Funzione Aromaterapica del sentiero sensoriale

Quando annusiamo il profumo di un fiore o di una pianta, le molecole aromatiche raggiungono la mucosa olfattiva ricoperta da ” ciglia”, posta in cima alla cavità nasale. Qui le cellule olfattive trasformano l’odore- stimolo chimico in un impulso elettrico. Tale impulso raggiunge il cervello, rievoca una precedente impressione olfattiva, richiamando emozioni bello o brutte. Le stimolazioni olfattive son le sole a passare direttamente nella corteccia cerebrale, senza il filtro di un’analisi preliminare del ricettore del talamo. Per questo posso affermare che tra tutte le stimolazioni, l’inalazione è l’applicazione più diretta e immediata perché prescinde dall’elaborazione razionale, è evocativa poiché è in grado di richiamare alla mente un ricordo, un’esperienza o un’emozione già precedentemente vissuta, è riequilibrante perché attraverso la scelta degli oli essenziali posso equilibrare la sfera psico-emozionale. 

Tra gli oli essenziali da aggiungere al percorso sensoriale segnalo questi: Lavanda, Limone, Menta, Arancio dolce, Camomilla romana.

 

Sentiero sensoriale

La funzione riflessologica del sentiero sensoriale

Dal punto di vista della Riflessologia Plantare, il percorso sensoriale stimola i punti riflessi del piede in modo naturale e attraverso il massaggio operato sulle piante del piede si ottiene come primo effetto, una risposta di riequilibrio dell’organismo che mette in atto un’azione di disintossicazione, dimostrabile alla vista dall’aumentata sudorazione generale e dei piedi in particolare, con un miglioramento degli scambi di tipo biochimico e bioelettronico nei tessuti. Si spiga in questo modo l’eliminazione di tossine, l’acquisizione di maggiore energia, il miglioramento della soglia di attenzione, e lo scarico emotivo di emozioni negative come rabbia e frustrazione. 

Riflessologia: definizione e principi 

La Riflessologia plantare ha origine molto antiche. Tra le prime testimonianze troviamo un pittogramma in un papiro egizio risalente al 2500-2330 a.C, ritrovato nella tomba di un medico egiziano, che rappresenta due uomini nell’atto di massaggiare i piedi ad altri due uomini, leggiamo “ non farmi troppo male – agirò in modo da meritare la tua lode”. Anche i Veda, gli antichissimi libri sacri dell’india, ci riportano l’indicazione che “ nessuno sarà colto da malattia se massaggerà i suoi piedi prima di andare a letto”. Dobbiamo però attendere tempi più recenti per trovare studi documentati sulle zone riflesse dei piedi. 

La nascita della Riflessologia 

Agli inizi del ‘900 W. Fitzgerald, un medico otorinolaringoiatra americano, elaborò la “ teoria zonale” alla cui base c’è la convinzione che applicando una certa pressione alle dita riotteneva un effetto analgesico: così egli potè svolgere anche interventi chirurgici minori senza ricorrere a farmaci per il dolore. Fitzgerald divise il corpo in dieci zone longitudinali uguali che andavano dalla sommità del capo alla punta dei piedi. Il numero dieci corrisponde al numero delle dita, quindi ciascuna zona del corpo include un dito della mano e  percorre tutto il corpo sia frontalmente che posteriormente. Successivamente alla pubblicazione di Fitzgerald , un altro medico, il dott. Riley dopo aver sperimentato le scoperte del collega, aggiunse ale dieci zone longitudinali altre otto divisioni orizzontali.

 Ma fu l’assistente di Riley, Eunice Ingham, a fondare la Riflessologia Plantare. La Ingham grazie ad un intenso lavoro di sperimentazione e ricerca, riuscì a trovare esatte corrispondenze tra il corpo e i piedi, e disegnò in essi la “mappa” dell’intero organismo. Ancora oggi nelle scuole di formazione in Riflessologia Plantare si studiano le mappe dei punti riflessi e la tecnica di stimolazione di tali punti.  

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