Piante Solari

by Alessandra Scalas
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 Tra piante e pianeti esiste un’analogia energetica e funzionale, si tratta di archetipi che sono stati studiati nel corso dei secoli da medici, astrologi, botanici di ogni tempo e cultura. Ciò vale anche per le Piante Solari, intimamente legate all’astro simbolo della Luce e della Vita.  Il Sole rappresenta il principio creativo maschile, così come la Luna rappresenta il corrispondente principio creativo femminile. Il Sole, è calore e vita, presente in tutte le antiche culture come principio di rinascita. E’ con la luce e dalla luce che viene la vita. Quando nasce un bimbo si dice che “è venuto ala luce”.

L’ affascinante potere del Sole secondo le antiche culture

Il sole è il simbolo del supremo potere cosmico: il cuore del Cosmo, la coscienza intuitiva, l’illuminazione, l’occhio del giorno, la regalità e la giustizia. Luigi XIV si faceva chiamare “il re Sole” . Mozart, nel Flauto Magico, rappresenta il Sole come il regno della Luce e della conoscenza governato da Sarastro, contrapposto al regno della Luna e delle tenebre dominato dalla Regina della Notte. 

 Ritroviamo il sole nella cultura ebraico-cristiana: è la guida divina e Dio Padre, che governa e regge l’universo,  irradia luce e amore al Creato. Il sole e la luna, raffigurati con la crocifissione,  rappresentano le due  nature di Cristo e i poteri della Natura  che rendono omaggio al Signore dell’Universo.  Il sole è la dimora dell’ Arcangelo  Michele, mentre la Luna è la dimora  di Gabriele. S. Tommaso d’Aquino è raffigurato col sole al centro del petto, sul Cuore, che non a caso, è simboleggiato dal sole.

Nel mondo egizio, il Sole nascente è Horus, mentre Ra è lo Zenit e Osiride è il Sole al tramonto. Il serpente Apop è il potere solare in conflitto con l’oscurità. E’ lo yang, «il Grande Principio Maschile», nella cultura cinese, il potere,  l’occhio del  giorno, la forza attiva che fertilizza la terra.

Gli aztechi e gli Inca si dicevano “figli del Sole”, ed esso rappresenta lo  spirito puro. Quetzalcoatl, l’aquila, simboleggia il sole nascente e il suo aspetto celeste, mentre la tigre o l’aquila che ruota verso il basso è il sole al tramonto e il suo aspetto terreno.  Il serpente piumato è solare.

Nella cultura Indù, Indra è l’eroe solare che sconfigge il drago del caos e delle tenebre,  Vritra.  Anche Siva è il Sole i cui  raggi sono il creativo Shakti che porta la vita al mondo. Il sole è la «porta del  mondo», l’accesso alla conoscenza, all’immortalità. 

Sole: Alchimia ed Esoterismo

Sul piano alchemico il Sole è collegato esotericamente alla mente e all’intelletto. Il materiale ad esso collegato l’oro. L’oro è il materiale del sole nelle pratiche dell’alchimia. Il simbolo alchemico del sole (cerchio piccolo al centro di un cerchio più grande) indica il completamento della Grande Opera, ovvero il raggiungimento dell’equilibrio, della perfezione interiore. Oltre ai simboli anche i fiori possono essere considerati simboli del Sole, tra questi: il Loto, il Girasole, La Rosa, il Crisantemo.  Come i fiori, pure gli animali sono considerati nella mitologia simboli del sole, come ad esempio, l’aquila , la tigre, il falco, il leone, la salamandra, il cavallo, il cigno il gallo, la fenice, il Drago, il Toro. 

In Cristalloterapia la pietra del Sole è l’Eliolite, la pietra dell’energia Yang che porta Luce nel proprio cammino della vita e infonde forza e fiducia in se stessi. E’ la pietra che infonde ottimismo, rallegra, scalda il Cuore, solleva e ringiovanisce lo spirito. Consiglio di usare l’eliolite quando si è in procinto di iniziare una nuova sfida, un nuovo lavoro, l’apertura di una nuova attività. la si può portare con se come ciondolo o talismano, oppure si può lasciare in un ambiente della casa o dell’ufficio. E’ utile per allontanare la paura in generale e la paura del fallimento, la pausa del successo e dell’ignoto.  Protegge e rafforza il corpo fisico ed eterico, stimola e purifica i chakra irradiando calore come il Sole.

L’Arcano XIX, il Sole, o l’Ascia, il cui motto è “Apollo guida il carro della mia Luce” simboleggia una situazione molto favorevole e in generale una condizione di felicità. Nei Tarocchi questa carta non sta tanto ad indicare successo e vittorie, quanto una sensazione di appagamento interiore dovuto alla realtà che si sta vivendo. L’appagamento si accompagna spesso alla generosità, che porta a condividere questa sensazione, questo  “Sole interiore” come le persone a noi vicine.  Significa vivere in armonia con l’ambiente e con noi stessi.

Piante Solari

Le piante che nascono sotto l’influsso del Sole si riconoscono per il loro  aspetto eretto e imponente per le loro forme rotonde, a raggiera, il colore dorato, i loro fiori o frutti giallo-rosso. Possiedono un profumo forte, pungente e aromatico.

Come il Girasole, alcune piante solari sono soggette al fenomeno dell’eliotropismo: volgono il loro capolino, le inflorescenze, verso il sole seguendolo tutta la giornata da est ad ovest. 

Le piante solari possiedono proprietà antidepressive, sedative, antipiretiche, ricostituenti, digestive e stimolanti.  Curano dolori e allontanano la depressione e l’ansia. Sono piante che generano calore e possiedono caratteristiche riequilibranti sul tono dell’umore. Si ritiene tradizionalmente che il Sole eserciti un’influenza sul Cuore, il “Sole” del nostro organismo, e quindi sul sistema circolatorio, ma anche sul timo ( la ghiandola responsabile della produzione di globuli bianchi-Linfociti T responsabili del buon funzionamento delle difese immunitarie). Il Sole influenza anche la vista e agisce positivamente sul tono dell’umore.

Tra le piante solari più rappresentative ricordiamo: l’iperico, il girasole, la calendula, l’arnica, l’arancio dolce, la vite, la mirra, l’ulivo, l’elicriso, la genziana, la ginestra, l’albicocco, il frassino, la celidonia, il cardamomo, la maggiorana, l’alloro, il limone, lo zafferano, la melissa, la lavanda, l’artemisia, l’alloro, il rosmarino, la cicoria, il timo, la tormentilla.

Quando raccogliere le Piante Solari

Il Sole, pianeta maschile e caldo per eccellenza, e’ un pianeta diurno, pertanto le piante solari dovranno essere raccolte di domenica, la giornata dedicata al Sole, e a mezzogiorno quando il sole è alto nel cielo.

Considerando le energie vegetali della pianta, la raccolta delle piante solari deve avvenire in luoghi geomagnetici positivi, lontano dai centri abitati, in terreni non inquinati, lontani da ripetitori, così da preservare la memoria inalterata della specie e mantenuto a pieno il loro campo energetico.

La pianta selvatica sarà da preferire a quella coltivata, quest’ultima ha indebolito la propria anima vegetativa perché costretta a vivere in un habitat innaturale, spesso per mezzo di concimi chimici e fertilizzati. La pianta selvatica è più forte perché ha dovuto combattere in natura, senza concimi o fertilizzanti, ha attinto il suo nutrimento dal terreno, ne ha assorbito la sua composizione chimica e magnetica e conserva meglio  le proprietà terapeutiche della sua specie. 

Il Sole: la sua influenza sulle malattie

La medicina per lungo tempo si è coniugata con l’astrologia, come sostiene Ficino nel De Vita, ogni pianta agisce secondo due principi: per similitudine o per antitesi.

Le malattie legate ad un deficit di Sole sono:

  • malattie dermatologiche in generale(acne, brufoli, eczema, eruzioni cutanee)
  • problemi al sistema circolatorio e linfatico
  • problematiche al cuore
  • problemi alla vista
  • problemi legati a  disequilibri psicologici come depressione, ansia.

Eracle: l’eroe solare. La vittoria sul mondo oscuro

Eracle è l’eroe semidio nato a Tebe e figlio di Zeus e Alcmena, corrispondente alla figura di Hercle nella mitologia etrusca e a quella di Ercole nella mitologia romana. E’ l’eroe dotato di una forza sovrumana, ma presenta anche risonanze simboliche con i temi della medicina e della cure farmaceutiche.

Eracle rappresenta “l’eroe solare“, come lo sono tutti quegli eroi che compiono un viaggio iniziatico come Odisseo, che superano prove disumane come Giasone e gli Argonauti, che visitano l’oltretomba affrontando la zona oscura dell’esistenza, eroi che dimostrano coraggio, intelligenza e forza. Eracle le possiede e le sue dodici imprese lo testimoniano. Esse sono il simbolo della lotta fra l’uomo e la Natura nella sua forma più selvaggia e cruenta.  Il simbolismo lo troviamo a partire dal numero di tali imprese: non suona strano che siano proprio dodici, come il percorso solare dei mesi dell’anno.

Un aspetto che caratterizza l’eroe solare è il suo legame con le erbe e la medicina naturale. Alcune delle sue fatiche suggeriscono riferimenti più o meno espliciti alle erbe medicinali che portano infatti il suo nome: lerba Eraclea, l’origano heraclium, l’ortica di Eracle. Alcune erbe sono legate alla sua stessa biografia: il giusquiamo che altera la mente e porta l’uomo alla pazzia alla quale Eracle era infatti soggetto, l’eraclea sideria, che risana le ferite.

I riferimenti alle piante non mancano nella sua storia: e’ con un tronco di ulivo che l’eroe colpisce il leone di Nemea, e con la pelle invulnerabile del leone nemeo si farà una corazza indistruttibile per le armi degli uomini. Eracle era un semidio, abile nella caccia, agile e forte si muoveva nei boschi come se li conoscesse come il palmo delle proprie mani. Ma un giorno, durante una battuta di caccia, venne travolto da un cinghiale. Fu Napee, ninfa delle erbe del bosco, a trovalo e a curargli la ferita con un miscuglio medicamentoso di erbe e a fasciargli poi la ferita con una grande foglia. Al risveglio Eracle era completamente guarito. Per il suo gesto d’amore, Zeus concesse a Napee di curare gli ammalati con le sue erbe medicamentose.

Eracle

Ma la piante che caratterizza maggiormente questo eroe è laconito: al termine del suo percorso, dopo aver varcato le soglie del giardino mistico delle Esperidi, nella sua penultima fatica, si appresta alla discesa nel mondo degli inferi. Il suo compito sarà quello di portare in superficie Cerbero, il cane infernale a tre teste, con la coda di serpe, rabbioso, guardiano feroce del mondo dell’oscurità, il carceriere dei morti. Superando questa prova, l’eroe diverrà ” l’eroe solare” : la Luce che vince l’Oscurità. Giunto nei territori oscuri, Eracle si trova dinnanzi al temuto Cerbero.L’eroe si scaglia contro il mostro, stringe con il braccio sinistro la base del collo, bloccando le sue feroci mandibole, mentre con il braccio destro abbatte la sua portentosa clava sul corpo del mostro fino a stordirlo. Cerbero sembra cedere, abbassa le orecchie impaurito, viene legato con grosse catene d’acciaio e si lascia trascinare. Eracle sente la vittoria già prossima, ma all’apparire dei bagliori della luce esterna, Cerbero accecato dall’oscurità della notte senza fine, viene colto da un’ira furibonda. E’ ora che avviene il prodigio dell’erba. Il cane infuriato, si dimena con forza e riempie l’aria con i suoi feroci latrati che spargevano gocce di bava bianca sui campi circostanti. Secondo la leggenda, dalle gocce di saliva di Cerbero sparse sul suolo, nutrite dal terreno, tra le pietre, nascerà un’erba con la capacità di nuocere. Poiché l’aconito continua a nascere sulle pietre dure, i contadini la chiamarono “aconito” dal greco akóne cioè pietra.

Il ritorno alla luce di Eracle, rappresenta il superamento della prova e la vittoria sull’oscurità. Grazie ad essa Eracle ritrova la sua libertà per mano di Euristeo che lo libera dalla sua prigionia. Vincendo sul mostro dell’oscurità, Eracle acquista la sua libertà. La nascita dell’aconito dimostra invece che la terra genera veleni e non solo farmaci: ciò avviene quando una creatura infernale invade la dimensione della vita, portandosi dietro una piccola parte di oscurità e di morte.

La caratteristica farmacologica dell’aconito non smentisce la leggenda: è infatti un potente veleno, ha capacità paralizzanti e fortemente tossiche. Fu usata per la prima volta da Ecate e in seguito da Medea e dalle streghe della Tessaglia. Eracle ha dimostrato di essere in grado di affrontare la dimensione oscura dell’esistenza e di saper riemergere alla luce, come il Sole che si cala all’orizzonte buio per ritornare vittorioso, a ogni nuova alba, a illuminare il mondo. 

Acqua Floreale di San Giovanni

 La tradizione dell‘acqua floreale di San Giovanni si rinnova ogni anno nella sera del 24 giugno. Alla sera, le donne dispongono in un catino pieno d’acqua le piante e i fiori colti durante il giorno.Userai le piante solari, l’iperico, il girasole, la calendula, l’arnica, il rosmarino, i petali di rosa, e qualsiasi altra pianta tu possa reperire facilmente in giardino.  Esponi  poi il catino d’acqua e fiori alla luce della luna per tutta la notte. Al risveglio, faranno abluzioni al viso, mani e piedi con l’acqua floreale. Un rito, quello dell’acqua di San Giovanni,  tanto semplice quanto ricco di significati simbolici, che rimandano alla tradizione del Solstizio e  alla magia della notte di San Giovanni. 

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