I riti del Solstizio d’Inverno

by Alessandra Scalas
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21 dicembre 2020 ( per la precisione la notte del 22 dalle h.04.19 UTC) è la notte più lunga dell’anno, è la notte del Solstizio d’Inverno, è la notte dei Divalia: presso l’antica Roma, i riti dedicati alla Dea Angerona da cui il nome di Angeronalia.

Angerona è la dea del Silenzio, non a caso viene raffigurata con indice della mano destra sulle labbra chiuse. E’ la dea dei segreti più profondi, dell’intima interiorità silenziosa e compassionevole, come l’invito che Madre Terra, di cui la dea era una rappresentazione mitica, rivolge a tutti gli uomini affinché la rinascita del Sole anticipi e stimoli la rinascita interiore e una maggiore capacità di percepire l’essenziale. In questo senso, il Solstizio d’Inverno, assume il significato dell’attesa, del respiro sospeso della Natura, nell’attesa di una trasformazione. Il tempo si ferma. Dilata i suoi contorni. Il ritmo si fa lento e il suono profondo.

Angerona la dea del Silenzio
Angerona

Nell’antico Egitto si festeggiava la vergine che partoriva il Sole, nell’antica Roma era il Sol Invictus, il “sole invitto” che non soccombe al buio ma risorge vittorioso. Il Solstizio d’inverno è uno dei passaggi dell’anno, tra tutti, il più drammatico: è il trionfo dell’oscurità, ma nel paradosso che l’accompagna, nel momento più intenso del suo trionfo, cede alla Luce, che lentamente prevale. Come tutti i momenti di passaggio, il Solstizio d’inverno è carico di valenze simboliche e magiche, ed è accompagnato da riti e pratiche ereditate da un antico passato. Vediamone alcuni.

Piante sacre del Solstizio d’Inverno

La pianta sacra del Solstizio d’Inverno è il Vischio, pianta sacra ai Druidi che la ritenevano la pianta discesa dal fulmine ed emanazione del divino. Simbolo di vita, per via delle sue bacche bianche e foglie traslucide che rimandano al seme maschile, il vischio unito alla quercia, simbolo di eternità e forza, partecipa al simbolismo che rimanda all’immortalità. Per questo ancora oggi, baciarsi sotto il vischio è un gesto di buon auspicio come pure mettere un ramo di vischio nella porta d’entrata della casa.

Questo è il tempo in cui noi siamo più lontani dal Sole, ma anche più consapevoli della sua rinascita. Per questo il tempo del Solstizio è un tempo prezioso per tutti noi. Un’opportunità per godere dei sentimenti di ottimismo e di speranza, certi che quando l’oscurità avrà raggiunto il suo trionfo, arriverà la Luce a rischiarare la vita e ogni cosa.

Come celebrare il Solstizio d’Inverno?

Se vuoi celebrare a livello spirituale il tempo del Solstizio d’Inverno, puoi seguire diverse pratiche ereditate dall’antica tradizione popolare.

Accensione del ciocco

Se ha la fortuna di disporre di un caminetto in casa, puoi realizzare il ciocco con un pezzo di legno di quercia e ornarlo con rametti di varie piante come il tasso e l’agrifoglio ( indica l’anno calante), la betulla ( le nuove nascite), l’edera ( la pianta del solstizio). Puoi legarli al tronco utilizzando dello spago o meglio un nastro rosso. Lasciati pure incantare dalle fiamme ardenti del fuoco. Fai entrare la Luce e trattienila in te. Benvenuta Luce del nuovo Sole! Spargi le ceneri nel giardino e sull’uscio di casa così da propiziare la buona rinascita, la buona salute e la prosperità.

Banchetto per Madre Terra

Festeggia, prepara un banchetto per Madre Terra, nel silenzio dell’oscurità goditi l’attesa della Luce. Prepara il banchetto a base di dolci bagnati nel sidro, biscotti allo zenzero, e tè rigorosamente di ibisco e zenzero. Non farti mancare le noci, mele e pere.

Vischio

Fai entrare il vischio nella tua casa. I Celti e i Galli lo consideravano una pianta sacra e magica, solo il Sacerdote poteva coglierlo con un falcetto d’oro. I medici lo usavano per curare ( per i Celti il vischio era “la pianta che tutto cura”)facevano bere ai malati l’acqua che lo aveva bagnato e con essa tamponavano il corpo degli infermi. La natura del vischio, pianta senza radici che pur cresce negli alberi, la sua nascita mitologica dalla folgore del cielo, il suo legame con il Solstizio non poteva certo non ispirare i cristiani che vedono in lui il simbolo del Cristo sceso in terra e portatore di Luce.

Goditi la notte del Solstizio, nel silenzio e nella pace dell’attesa, certo che la Luce splenderà ancora una volta e per sempre.

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